The Unbearable Weight of Massive Talent

Non è facile essere Nicolas Cage. E a dircelo, è proprio lui stesso. Nicolas Cage interpreta una versione parodica di sé stesso, dove nemmeno lo spettatore riuscirà a capire quale caratteristica è tratta dal vero lui, e quale è solamente parte del film.

Non avendo visto nessun trailer e non avendo letto nulla su questo film, mi aspettavo una cosa completamente diversa da quello che ho visto. Inizialmente seguiamo Nick Cage che non riesce a equilibrare vita famigliare e vita lavorativa: perde un offerta del ruolo della vita, è pieno di debiti, e il continuo focalizzarsi sulla sua carriera distrugge completamente la relazione con sua figlia Addy. Disperato, accetta di partecipare alla festa di compleanno di un eccentrico milionario spagnolo, Javi, ovviamente sotto compenso. Nick viene però contattato dalla CIA, dicendo che Javi è in realtà a capo di un cartello ed il responsabile del rapimento della figlia del presidente spagnolo.

Ecco, diciamo che mi sarei aspettato unicamente la prima parte della trama, tutto il resto mi ha lasciato veramente molto confuso.

Ed è proprio quella prima parte che ha gli spunti più interessanti di tutto il film: noi vediamo veramente un esagerazione di quello che crediamo sia Nicolas Cage nel suo privato, fissato con il cinema e con la sua carriera, fino ad obbligare la figlia a vedere i suoi film preferiti senza rendersi conto che a lei non interessano. Questo Cage è anche tormentato da una visione di sé stesso, vestito alla Wild at Heart e ringiovanito, che gli ricorda costantemente chi è lui in realtà: un mito e una leggenda del cinema, non deve scendere a compromessi con nessuno perché lui è Nick fucking Cage.

Questa prima parte era in assoluto la più interessante. Non solo vediamo com’è difficile gestire l’equilibrio fama/famiglia che è molto spesso ignorato quando si pensa alle celebrità, ma è pure spiegato attraverso uno degli attori più amati e celebri del cinema moderno, di cui conosciamo moltissimi film, e di conseguenza moltissimi riferimenti che troviamo in questo film. La cosa diventa ancora più chiara quando appare per la prima volta la visione di Nick Cage da giovane, che sgrida il nostro Nicolas dicendo che lui è una leggenda e non deve stare alle regole degli altri ma alzarsi al di sopra di tutti e farle lui stesso. Ovviamente è una caricatura di sé stesso, ma tutto quello che noi conosciamo di Nicolas Cage (l’esagerazione, le urla, l’azione, ecc…) è riportato in questo Nick Cage come se fosse normale. La cosa divertente è che non lo metti neanche in dubbio: Nicolas Cage potrebbe benissimo essere così anche nella realtà.

Poi va alla festa di questo spagnolo, e vabbè lì la trama deraglia un po’. Diventa amico di Javi e viene poi contattato dalla CIA per aiutarli a trovare la ragazza rapita. In pratica da qui in avanti il film diventa Johnny English: Nicolas Cage si ritrova a dover fare cose da spia essendo completamente ignorante in campo. Tutto questo stratagemma viene usato come scusante per far pace con Addy, ma se all’inizio del film si aveva un minimo appiglio al realismo, viene completamente perso nella sua seconda parte. Si trasforma in un film di azione/spionaggio poco interessante, dove l’unica carta divertente rimane il fatto che è Nicolas Cage in persona ad esserne protagonista. Un gran peccato rispetto a come il film era iniziato.

Ma come viene giustificato questo cambiamento? Beh, durante la loro amicizia, Cage e Javi scrivono un film, che dovrebbe far uscire l’attore dalla sua pensione attoriale. E indovinate un po’? Ovviamente scrivono proprio questo film. Partito come un film riflessivo sulla crescita di un attore e l’amicizia con uno sceneggiatore eccentrico (Cage e Javi), per cercare di smascherare Javi, Cage lo convince ad aggiungerci una scena di rapimento. Javi, all’inizio molto contro a quest’idea, la accetta perché capisce che non c’è mercato per i film senza azione. Per un film che vada bene bisogna prendere un po’ tutti i tipi di spettatori: all’inizio hai quelli impegnati, nella seconda parte hai i fan dell’azione, ed ecco un pacchetto perfetto.

È abbastanza divertente come scenetta vedere come il film viene creato mano a mano, ma rimane comunque un po’ patetico pensare che devono giustificare metà film che di per sé non ha nulla a che fare con il resto della trama. Peccato.

Nicolas Cage e Pedro Pascal sono una coppia formidabile. Nonostante tutto, insieme fanno morire dal ridere, soprattutto in una scena in cui i due si fanno di LSD. Ma la parte migliore del film è e sarà per sempre quella dove Cage, travestito da mafioso italiano, urla CAZZO più volte pur di essere creduto come tale.

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