Nanni Moretti decide di coronare il suo ritorno alla Mostra di Venezia con un film romantico. Rimane la “poesia” alla Moretti, rimangono i suoi dialoghi bizzarri, ma non c’è nessuna riflessione e nessuna profondità.
La trama è fin troppo semplice, Matteo (Louis Garrel) incontra una sposa, Greta (Jasmine Trinca), e tra i due scatta la scintilla. Si incontrano casualmente ogni 7 anni, fino a diventare amanti. E… basta, tutto qui, sembra veramente la trama di un cinepanettone che vuole essere profondo.
Il tutto è attorniato da dialoghi mezzi profondi sempre sugli stessi temi (“devo lasciare il marito? devo seguire il cuore o il cervello? Eccetera eccetera”) senza mai evolvere. Tutto risulta estremamente ripetitivo e molto molto blando. Non c’è nessuna battuta tagliente alla Moretti, non c’è nessuna critica alla Moretti, è semplicemente un film romantico qualsiasi che si può recuperare alle 14 di domenica su Rai 4.
Ed è un enorme peccato che il grande ritorno alla Mostra di Venezia di un importantissimo regista italiano sia questo, un film che purtroppo verrà facilmente dimenticato e soprattutto viene messo in ombra da altri grandi lavori nello stesso Concorso (si, parlo di Strippoli).
Lo so, è una recensione molto molto corta, ma del resto Moretti non lascia molto di cui parlare, se non di un film qualsiasi.

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