Dio benedica Paolo Strippoli. Pochi registi hanno avuto un evoluzione così perfetta come la sua. Ha iniziato con calma con A Classic Horror Story, per poi sperimentare con Piove, ed infine definirsi con La Valle dei Sorrisi l’anno scorso alla Mostra. Adesso arriva per la prima volta nel Concorso a spiazzare tutti con L’Estranea, che può essere definito come thriller/horror psicologico a tutti gli effetti.
La trama è molto semplice: la protagonista è Anna, e ha una vita perfetta con la famiglia perfetta, il marito Walter e i figli Tobia e Alice. Tutto va a gonfie vele, comprano una villa nuova, i soldi entrano a palate, Tobia è giovane ma molto promettente nel calcio, mentre alla piccola Alice arriva la proposta di fare la pubblicità della Barilla. Un giorno però il loro cane azzanna la gamba di Alice, lei finisce all’ospedale d’urgenza, con la possibilità di perdere la gamba. Ed è proprio qui che inizia una spirale di eventi che segnerà il futuro di tutta la famiglia. Nella cappella dell’ospedale Anna incontra una donna misteriosa, che la prende in giro e le dice che Alice perderà la gamba, tutto è già scritto. Potrebbe salvare la gamba di Alice ma ad un prezzo: il peso di Tobia. Alice uscirà dall’ospedale indenne, ma in un futuro indefinito Tobia continuerà ad ingrassare indefinitivamente. La scelta sta ad Anna. Cosa si è disposti a dare per avere la vita dei propri sogni? Cosa si è disposti a lasciare per avere una bella immagine agli occhi degli altri?
E sono queste domande con cui Strippoli gioca per tutto il film. L’estranea (Valeria Bruni Tedeschi) tornerà più volte da Anna, con altre domande ed altre proposte. Diventa quindi la vittima di una spirale di scelte che non può più fermarsi. Anna si ritrova a scegliere senza pensare alle conseguenze che la sua scelta potrebbe avere, ma unicamente a come la sua vita potrebbe essere agli occhi degli altri se non prende una determinata scelta. La soluzione finale che Strippoli ci propone è geniale, e ve la lascerò scoprire.
Shout out a Valeria Bruni Tedeschi che fa un interpretazione incredibile di questa estranea. Una sorta di diavolo a volte cupo a volte comico, che si prende gioco della sua vittima, e diventandone a mano a mano dipendente e innamorata. Un personaggio incredibile interpretato in modo incredibile, si vede che si è divertita.
Strippoli rimane saldo nella lista di nomi più interessanti del cinema italiano, e la Mostra di Venezia sembra essere d’accordo a lasciargli spazio per il suo modo di fare cinema. Non vediamo l’ora della sua prossima opera!

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