Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Con Good Luck, Have Fun, Don’t Die, Gore Verbinski realizza una commedia fantascientifica sorprendentemente intelligente, capace di far ridere senza rinunciare a uno sguardo critico sul presente. Inventando un futuro completamente folle, il regista costruisce un racconto che, dietro l’assurdità delle sue situazioni, parla in realtà del mondo in cui viviamo oggi.

Il film usa l’umorismo per affrontare temi molto seri. Attraverso esempi estremi, come la normalizzazione delle sparatorie nelle scuole, mostra quanto stiamo diventando progressivamente insensibili alle tragedie che ci circondano, bombardati da notizie che finiscono per perdere il loro peso emotivo. La satira colpisce nel segno proprio perché riesce a essere esagerata e credibile allo stesso tempo (e molto divertente).

Al centro della storia c’è anche il rapporto tra tecnologia ed esseri umani. Verbinski li pone su due piani distinti, ma profondamente interdipendenti: l’una non può davvero esistere senza gli altri. Eppure il film suggerisce che, nel momento in cui una delle due parti prende definitivamente il sopravvento, entrambe sono destinate a morire. È una riflessione tutt’altro che banale, inserita con leggerezza all’interno di un’avventura ricca di ritmo.

La sceneggiatura adotta una struttura quasi a “racconti”: il passato dei vari personaggi viene svelato poco alla volta, con continui salti e cambi di prospettiva. Ogni tassello aggiunge nuove informazioni, fino a comporre il quadro completo del futuro in cui vivono e della strategia per fermare la cattivissima intelligenza artificiale che domina il mondo. Un meccanismo narrativo che rende il film sempre dinamico e mantiene viva la curiosità fino alla fine.

Ma, soprattutto, Good Luck, Have Fun, Don’t Die è divertentissimo. Le battute funzionano, i tempi comici sono impeccabili e ci sono tantissimi momenti che strappano risate sincere. Gran parte del merito va anche a quel matto di Sam Rockwell, semplicemente magnifico: il suo carisma e il suo perfetto equilibrio tra comicità e umanità rendono il personaggio irresistibile e trascinano il film dall’inizio alla fine.

Verbinski firma così una delle commedie più riuscite degli ultimi anni: brillante, originale e capace di far riflettere senza mai dimenticarsi di intrattenere.

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