Questa recensione farà male. Sono un fan di Star Wars fin da quando ho memoria, parlarne male non rientra proprio nel mio vocabolario. Eppure, eccomi qui, estremamente deluso e senza nessuna scelta, dopo la visione di uno dei film più inutili e senza senso di questa (di solito bellissima) saga.
Ero ovviamente partito prevenuto: la serie The Mandalorian non aveva nessun finale aperto, non c’era assolutamente bisogno di un altro prodotto per continuare la storia di Din Djarin e il suo piccolo protetto. Ma vedendo varie foto promozionali e trailer mi è nata un po’ di speranza, quella scintilla che non si spegne mai tra i fan, e che anche dopo mille film e mille serie inguardabili continua a bruciare, sperando di trovare le stesse emozioni che si avevano con i film originali.
E ragazzi, i primi 10 minuti erano bellissimi. Pura azione alla Star Wars, con persino una bella regia e una stupenda colonna sonora. Mi sentivo al settimo cielo, finalmente vediamo il Mandaloriano lavorare per la Nuova Repubblica, insieme a Grogu e Zeb (dalla serie animata Star Wars Rebels), a catturare ex-Imperiali per tutta la Galassia. Quale sarà la terribile minaccia che colpirà il nostro eroe? Cosa ci sarà di così importante da dover fare persino un film? L’arrivo del Nuovo Ordine? La nascita del Supremo Leader Snoke? L’arrivo di Thrawn? Nulla di tutto questo. Bisogna solo salvare il figlio di Jabba The Hutt (?), dopo aver avuto una crisi di coscienza (??), dalle grinfie degli zii, “i Gemelli” (???). Ecco tutto.
Il film non va da nessuna parte. Non esplora nessun personaggio (se non Rotta The Hutt, il figlio di Jabba), e non ci prova nemmeno a creare una storia che sia interessante. Sarebbe potuta essere una puntata qualsiasi della serie e non sarebbe cambiato nulla. Il ritmo infatti e completamente spezzato, le scenette comiche di Grogu molto spesso sono fuori luogo e non aiutano a tenere alta la concentrazione. The Mandalorian and Grogu ha esattamente lo stesso problema della serie: il protagonista ha un obiettivo, ma per poterlo compiere deve prima completare altri sotto-obiettivi, uno dopo l’altro. Quindi, per trovare un ex-Imperiale deve ottenere informazioni dai Gemelli. Per ottenere informazioni deve liberare Rotta The Hutt. Per liberare Rotta deve pagare il suo riscatto. Per pagare il riscatto deve lottare nelle gabbie. E così via, come un enorme videogioco. Questa struttura può funzionare per qualche episodio filler di una serie, ma in un film di 2 ore e passa è molto stancante. Alla fine, le uniche scene interessanti sono quelle di lotta.
A colpire non è solo l’inutilità del film, che non vuole dirci assolutamente niente di nuovo e nemmeno aggiungere un finale diverso di quello già proposto dalla serie, ma è pure l’assenza di “camei” di personaggi della saga. Conosciamo bene la Disney, e sappiamo che se può ci ficca dentro quanti più personaggi famosi possibile in ogni film. Beh, qui no, quindi non si ha nemmeno un po’ di fan service per mandare giù il groppone. Proprio nulla.
Non capisco l’idea di fare un film quando questa sarebbe potuta tranquillamente essere la quarta stagione di The Mandalorian, senza dover fare troppa fatica. Ancora una volta la Disney esagera creando troppi prodotti, così come ha fatto con la Marvel, lasciandoci solamente delusi e malinconici.

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