Napoleon


“Napoleon” è un film epico e ambizioso che racconta la vita e le imprese del grande condottiero francese… ma ce lo racconta davvero così Ridley Scott nel suo biopic? O ci sta facendo dubitare della grandezza di Bonaparte?

Il film dura due ore e 38 minuti (troppi) e ripercorre tutta la storia di Napoleone, dalla sua infanzia in Corsica fino al suo esilio all’Isola di Sant’Elena.

Nato dal nulla, riesce a salire al potere grazie a situazioni politiche che utilizza a suo favore, fino al colpo di stato che lo incoronerà dittatore supremo. Dittatore si, perché a differenza delle gloriose vicende che si studiano sui libri di scuola, Scott ci racconta un Napoleone piccolo, qualche volta fragile, “innamorato”, viziato e tiranno.

Non starò a dilungarmi troppo sulla storia, perché ripercorre vicende storiche che abbiamo piu o meno tutti gia sentito parlare. Tante critiche accusano Ridley Scott di non essere fedele ai fatti storici, ma credo non sia stato quello a darmi fastidio, ma piuttosto voglio approfondire il suo sguardo su Napoleone.

In questo film infatti, Napoleone è rappresentato come un uomo fermo, chiuso nella sua instabilità e non quell’eroe che ha salvato la Francia dal periodo del Terrore. Stratega meticoloso e preciso, pieno di dubbi e tentennamenti nel privato, ma deciso e feroce davanti al suo popolo.

Ridley Scott non è interessato all’accuratezza storica, no, lui vuole raccontare la vita privata di Napoleone, la sua sofferenza alla scoperta del tradimento di sua moglieil dolore nell’impossibilità di avere figli, il suo voler essere potente e rispettato, ma non riuscendo a controllare completamente quello che gli sta intorno.

Qualcosa di incredibile in questo film però c’è, e sono senza dubbio le battaglie. Purtroppo sono “poche”, ma la narrazione visiva degli scontri è magnifica, energica e estremamente adrenalinica. È qui che Ridley Scott ha un attimo di pietà verso Napoleone e fa vedere il genio militare, la strategia, il coraggio di aspettare il momento giusto, ovviamente senza badare alle centinaia di migliaia di morti che ne conseguino.

Ma alla fine del film, in chiusura, Ridley ce lo ricorda: Napoleone è stato un sanguinario, un tiranno che per mano sua ha sterminato centinata di migliaia di soldati.

6’000 morti a Tolone

12’000 morti a Marengo

16’500 morti ad Austerlitz

71000 morti a Borodino

47’000 morti a Waterloo (in 1 giorno)

460’000 morti durante l’invasione in Russia

Tra il 1793 e il 1815 ha causato la morte di oltre 3’000’000 di soldati.

Il film può essere interpretato anche come una riflessione sul potere e sull’ambizione umana. Napoleone è un uomo che è capace di grandi imprese, ma è anche un uomo che è schiavo del proprio ego. Il suo desiderio di potere lo porta alla rovina, sia personale che politica.

P.S.

Joaquin Phoenix è bravissimo.

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