Primetime

L’ascesa di Robert Pattinson continua, e arriva fino alla Mostra di Venezia con il primo film non documentario del regista americano Lance Oppenheim. Oppenheim decide comunque di non addentrarsi troppo nella fiction e realizza un mezzo film biografico sull’ambiguo giornalista Chris Hansen, creatore del programma americano To Catch A Predator, in cui mette alla gogna pubblica dei pedofili trovati online. In particolare il film ci racconta il momento in cui la rete NBC decide di spostare il programma di Hansen in Primetime, cioè nel migliore slot televisivo possibile, a pari passo con le serie più seguite del momento. La lotta per fare del bene si mischia quindi ad obiettivi egoistici, rendendo il lavoro di Hansen sempre più offuscato.

Pattinson è come sempre incredibile. È uno degli attori più proficui degli ultimi anni e sembra non sbagliare mai niente. Qui diventa una copia carbone di Chris Hansen: lo sguardo fisso, la voce piatta, tutto è studiato nei minimi dettagli. Nonostante in Europa il personaggio non sia conosciutissimo, ce lo mostra per filo e per segno, capiamo dalle sue reazioni la sua ossessione e quanto è importante per lui arrivare al suo obiettivo.

Ma quale è in fondo questo obiettivo? Salvare i bambini dai pedofili? Diventare famoso in primetime? Sradicare il male una volta per tutte? Il film ragiona proprio sul significato del programma To Catch A Predator e su cosa spinge veramente un giornalista a fare una cosa del genere. La sua ricerca di “predatori” vuole arrivare a livelli impensabili, e la sua ossessione arriverà ad esplodere e a distruggere quella sottile linea bene/male che continua a vedersi per tutto il film.

La regia di Oppenheim è incredibilmente attiva e dinamica. Ogni scena è continuamente ripresa da più telecamere “nascoste” diverse, proprio come il programma originale, e il montaggio ce le presenta in modo da vedere ogni reazione da più punti diversi. Unica pecca l’assenza di immagini d’archivio del vero programma. Usa molto spesso immagini d’archivio per molte scene, ma mai per To Catch A Predator. Secondo me sarebbe stato interessante per vedere la portata del programma, della sua costruzione e del suo impatto.

Insomma, un film a tutto tondo che si concentra su un uomo e il suo malsano obiettivo per raccontare l’infinita lotta tra il bene e il male: assolutamente da non perdere!

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