La prima cosa che si nota guardando questo film è che manca qualcosa. E quel qualcosa ha un nome: Benny Safdie (che quest’anno ha sfornato The Smashing Machine). Da quando i due fratelli hanno smesso di lavorare insieme, Josh sembra aver perso un pezzo importante, e si vede parecchio. Quel ritmo, quella tensione, quella sensazione che stai guardando qualcosa di unico. Qui invece ogni tanto ti distrai (o ancora peggio, ti annoi), e con un film dei Safdie non dovrebbe mai succedere.
Il problema più grosso è che Marty Supreme vuole essere Uncut Gems con il ping pong. Stessa idea, stesso tentativo di tenerti col fiato sospeso per due ore e mezza, stesso protagonista insopportabile che però non riesci a smettere di guardare. Solo che non ci riesce mai davvero. Ci prova, ci prova, e ogni tanto ci si avvicina. Ma quella sensazione di ansia continua, quella cosa per cui con Adam Sandler stavi letteralmente sul bordo della sedia, qui non arriva mai allo stesso modo. È come se il film stesse sempre per decollare senza mai staccarsi del tutto da terra.
Poi c’è il cast, che è pieno zeppo di personaggi. Gwyneth Paltrow, Tyler the Creator, Odessa A’zion, Abel Ferrara, Fran Drescher… tutti lì, tutti con la loro faccia, tutti a fare più o meno niente. Ognuno entra in scena, sembra che stia per succedere qualcosa di interessante, e poi sparisce o resta lì a fare da sfondo. A un certo punto ti chiedi proprio perché alcuni di loro siano nel film. Magari sulla carta sembrava una buona idea avere un cast così vario e stravagante, ma sullo schermo crea solo confusione. Con la metà dei personaggi e il doppio della profondità sarebbe stato tutto più efficace.
Chalamet è bravo eh, ma anche lui non riesce a tirare fuori un film che in fondo non sa bene cosa vuole essere. E poi c’è il finale, che è forse la cosa più strana di tutto il film. Dopo quasi due ore e mezza passate con un tizio egoista, meschino e autodistruttivo, arriva un epilogo improvvisamente morbido, quasi commovente, dove tutto si sistema e Marty trova una specie di pace. Non ci credi per un secondo. È come se qualcuno avesse riscritto le ultime pagine con un’altra penna (e più o meno è successo così, ma questa è un’altra storia…). Stona con tutto quello che è venuto prima e ti lascia lì un po’ stranito, a chiederti se hai visto lo stesso film fino a quel momento.
Peccato davvero, perché i Safdie quando sono in forma sono tra i migliori in circolazione. Good Time, Uncut Gems, roba che ti resta attaccata addosso per giorni. Questa volta però Josh avrebbe avuto bisogno di suo fratello seduto accanto a lui.

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