Sono i film come Train Dreams che distruggono completamente i vostri Hateful. Delle storie semplici con pochi eventi, pochissime parole, e un’enorme distesa di tempo che scorre in silenzio.
Il film segue la vita di Robert Grainier, un uomo qualunque nell’America di inizio Novecento, tra cantieri ferroviari, foreste abbattute e tanta solitudine, rotta sporadicamente da rare amicizie. Non c’è una vera trama nel senso classico. Non succede “qualcosa”. Succede solamente la vita. E soprattutto succede il tempo.
Il regista gira tutto con un grandissimo rispetto per i paesaggi: boschi, fiumi, montagne e neve diventano più presenti degli esseri umani. La natura non è lo sfondo, è una dei protagonisti. Tutto accompagnata da una fotografia perfetta, che inquadra perfettamente la malinconia del protagonista e del periodo.
Il ritmo è molto lento, contemplativo, quasi ipnotico. È il tipo di film che o ti entra dentro piano piano, oppure ti respinge dopo venti minuti. Racconta una vita, e prende il suo tempo per farlo, non fa nulla per venirti incontro: niente spiegazioni, niente dialoghi esplicativi, niente momenti costruiti per creare tensione o altro. Devi essere tu ad adattarti al suo tempo.
Ed è proprio questa lentezza e semplicità che ti colpiscono in pieno. Train Dreams racconta una vita ordinaria con una delicatezza rarissima. La solitudine di Grainier non è mai drammatizzata, è semplicemente lì, come un fatto inevitabile dell’esistenza. È un film sulla memoria, sull’isolamento, sul rapporto tra uomo e natura, ma soprattutto sullo scorrere inesorabile degli anni e sull’impotenza delle proprie scelte. Sulla sensazione che la vita ti passi accanto mentre sei occupato a sopravvivere.
Il tutto attorniato da un narratore onnisciente, che sa esattamente come si sente Robert in ogni momento e ce lo dice, e ci dice pure come Robert ripenserà a quel momento e come si sentirà a ricordarlo. In pochissime parole il film racconta l’enorme dolore del tempo che passa e l’enorme impotenza di noi esseri umani, spettatori della nostra stessa vita.
Non è un film per tutti. Non è un film da guardare distrattamente. È un film da vivere con pazienza, quasi da ascoltare più che da guardare. Ma se entri nella sua lunghezza d’onda, Train Dreams diventa un’esperienza silenziosa e stranamente potentissima.

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