Il 2025 ha avuto uno dei successi più strani degli ultimi anni. È comparso dal nulla, su Netflix, come niente fosse, con un titolo che mischia due cose che non hanno niente a che fare tra di loro: il K-Pop e i Demon Hunters. Ma cosa vuol dire? Cantanti che ammazzano demoni? Esattamente così, e per quanto folle sia questa idea, è diventato il film più visto nella storia della piattaforma streaming. E non potevamo non darci un occhiata.
È stata ovviamente una visione particolarmente difficile perché questo film ha un chiaro target che è estremamente distante da noi. Ma, nonostante tutto, ti fa rimanere incollato, accetta di essere un film fuori controllo e ti fa domandare fin dove è disposto ad arrivare pur di sorprendere. Il film è uno stranissimo mix tra cultura americana e coreana. Non è solo di ambientazione: è proprio un ibrido di estetiche, ritmi, design, colori, costruzione dei personaggi. Ci sono momenti che sembrano usciti da un teen movie super occidentale, altri che sono K-drama purissimo, e il tutto lascia senza parole (in positivo? in negativo? non saprei).
E come un film sul K-Pop che si rispetti, è pure pieno di canzoni, e che canzoni. Sono probabilmente le canzoni brutte più belle che sentirete in vita vostra. Sono palesemente fatte con lo stampino, per rientrare nelle canzoni pop dal successo facile… e ce la fanno al 100%. Una volta che ti entrano in testa, non hanno intenzione di uscire. Golden, How It’s Done, Soda Pop, una peggio dell’altra, eppure non riuscirete più a smettere di ascoltarle. È veramente un film demoniaco.
Alla fine, KPop Demon Hunters è il classico film per adolescenti che funziona benissimo. Ritmo veloce, personaggi sopra le righe, animaletti strani, conflitti semplici ma efficaci, zero vergogna nell’essere esagerato. Non lo definiremo assolutamente il migliore film d’animazione dell’anno… ma anche se siamo completamente fuori target, ci divertiamo lo stesso, un po’ per ironia, un po’ per shock, e un po’ perché le canzoni sono fighe.

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