One Battle After Another

Così dal nulla, in una settimana di settembre, senza nessun preavviso, Paul Thomas Anderson ci regala quello che potrebbe essere il film dell’anno. Soltanto lui poteva portarci questa folle parodia dello stato politico mondiale, talmente folle da risultarci completamente realistica. Non sorprende quindi l’enorme successo di questo film negli Stati Uniti, dove è ambientato.

PTA ci racconta la storia di un ex gruppo di rivoluzionari, ovviamente lo fa a modo suo, buttandoci sin dal primo minuto nel bel mezzo dell’azione, quando la banda dei French 75 erano in piena forza. Mentre cercano di liberare dei messicani imprigionati da una milizia militare, Perfidia Beverly Hills e Bomber Man (Teyana Taylor e Leonardo Di Caprio) si imbattono nel Colonnello Lockjaw (Sean Penn, di lui ne parleremo dopo). E qui inizia un lunghissimo gioco di potere tra il Colonnello e Perfidia, che andrà avanti per 16 anni e metterà in pericolo tutta la banda, suo marito e la loro figlia.

Già lo sappiamo, PTA è un matto, ma qui ragazzi ce la mette proprio tutta per lasciarci a bocca aperta. E ovviamente ce la fa. Ci mostra in tutto e per tutto come lo stato di polizia si insinua nelle vite di tutti. Uno scontro pesante tra militari ai limiti dell’illegalità e rivoluzionari mossi da obiettivi egoistici.

Il paragone tra Lockjaw e Perfidia è incredibile: abbiamo due personaggi completamente opposti e al tempo stesso esattamente identici. Entrambi fanno parte di qualcosa più grande di loro, ma ne restano dentro per scopi puramente egoistici, mossi solo dal piacere personale, ignorando completamente il “bene comune”.

Il cast è pazzesco, e se in molti sono andati al cinema per Leonardo di Caprio, in tanti resteranno fino alla fine per Sean Penn. Chi l’avrebbe mai detto che la migliore interpretazione dell’anno sarebbe stata proprio la sua? Una caricatura oscura di un colonnello ossessionato dai suoi stessi ideali. Il passo forzato, la mascella in continuo movimento, gli occhi sempre in cerca del prossimo bersaglio: Sean Penn fa paura, fa ridere, sembra un Terminator, è incredibile. E per quanto sia bravo Di Caprio, non viene nascosto solo da Penn, ma pure da Benicio del Toro. Anche lui un rivoluzionario, che aiuta immigrati messicani nascondendoli in ogni angolo di casa sua, ma l’esatto opposto di tutto quello che abbiamo visto nel resto del film. Una persona calma, pacata, che sa esattamente cosa fare, come e quando. L’esatto opposto del nostro protagonista: una persona ormai finita, che ha dimenticato la sua vecchia vita ribelle, non si ricorda più niente e confida solo nell’aiuto degli altri.

PTA è, come sempre, incredibile. I suoi movimenti di macchina, lenti e calcolati, creano una tensione costante, mentre la sceneggiatura, perfetta in ogni dialogo, crea dei personaggi forti: non ci sono buoni o cattivi, solo esseri umani che lottano per trovare un senso nel disordine del mondo e ottenere subito quello che vogliono.

Vedendo i prossimi titoli in uscita, dubito che vedremo qualcosa di più interessante e attuale di One Battle After Another. È un film che va visto, subito.

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