Scrivere questa recensione, da grande fan di Mission: Impossible, è dura. Non solo perché questo è considerato l’ultimo (?) capitolo della saga, ma anche perché, dopo la delusione di Dead Reckoning, è difficile ammettere che il “gran finale” non sia stato all’altezza delle aspettative.
Ma iniziamo dalle cose positive: la saga di Mission: Impossible ci ha abituati a un’azione spettacolare e a imprese al limite dell’impossibile, e anche questo Final Reckoning non delude sotto questo aspetto. Come da tradizione, il vero cuore pulsante del film sono gli stunt, sequenze mozzafiato che tengono lo spettatore incollato alla poltrona. Tom Cruise si dimostra l’icona del cinema d’azione, regalandoci momenti di pura adrenalina saltando tra due aerei in volo che da soli valgono il prezzo del biglietto.
E… I complimenti sono finiti qua perché, purtroppo, il film è un po’ un pasticcio. A cominciare dall’enorme quantità di personaggi inutili. Degas? Briggs? Paris? Donloe e moglie? Un sacco di persone introdotte in Dead Reckoning (più alcuni personaggi nuovi) sono presenti anche in questo capitolo ma senza nessuno scopo preciso. Non fanno o dicono niente di speciale, sono solo lì e basta. Poi, per fare finta che ci sia un senso, il film ci mostra come quei personaggi sono in realtà legati alla saga sin dall’inizio con riferimenti altamente improbabili ai film precedenti.
Ed è anche questo un altro punto debole del film: vuole disperatamente essere legato agli altri film della saga. Nonostante abbia inventato di sana pianta un cattivo (Gabriel) dal passato sconosciuto di Ethan, tutto il resto deve essere collegato agli altri film. E diventa insopportabile. Tutto deve essere una causa diretta di quello che Ethan ha fatto precedentemente, solo perché questo potrebbe essere l’ultimo capitolo. È tutto estremamente tirato per i capelli e non aggiunge niente alla trama visto che tutti questi riferimenti non sono mai stati discussi in Dead Reckoning.
E a peggiorare il tutto è la ripetitività del film. The Final Reckoning non si fida dei suoi spettatori, ha paura che si dimentichino cosa deve succedere o quale è il prossimo punto della “missione”. E infatti ripete, e ripete, e ripete ogni 20 minuti tutta la trama del film, e pure di quello precedente! Se all’inizio può essere (in parte) comprensibile visto che è passato un anno dalla “parte uno”, dopo un po’ inizia a dare molto fastidio visto che ripetono continuamente le stesse cose. È proprio un prodotto fatto per le persone che non ascoltano e guardano i film con un occhio solo. In questo modo non perdi mai niente della trama, perché viene ripetuta costantemente. È insopportabile.
Insomma, da fan, non era questo che mi aspettavo come “ultimo capitolo” di una saga incredibile. Il finale, poi, potrebbe essere quello di un episodio qualunque, non conclude assolutamente nulla. Ma forse, in realtà, questa è l’unica buona notizia: una porta lasciata aperta che regala la speranza per un altro, vero Mission: Impossible, capace di darci una conclusione che abbia finalmente un senso.

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