Il cinepanettone americano dell’anno non è, purtroppo, Nosferatu, come ci aspettavamo, ma è invece l’onda di musica e colori di Wicked (e non smetterò mai di sottolinearlo, PARTE UNO). Basato sul famosissimo musical di Broadway, a sua volta tratto dal libro Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, che è ispirato al classico Il Mago di Oz (viva l’originalità). Wicked racconta la storia cantata e ballata di come Elphaba (Cynthia Erivo) e Glinda (Ariana Grande) sono diventate rispettivamente la Malvagia Strega dell’Ovest e la Buona Strega del Sud. Torniamo dunque a Oz, dove, per ora, non troviamo Dorothy e compagnia bella, ma seguiamo le due nemiche-poi-amiche alle prese con la scuola di magia, l’amore e grandi misteri che si diramano in tutto il paese.
Ve lo dico subito, è stata una visione difficile. Questo film è un mix micidiale: un musical di quasi tre ore senza un finale (perché appunto, è PARTE UNO). Propone tanti tasselli per cercare di mettere in moto la seconda parte ma senza approfondire mai abbastanza, rimangono quindi solo tanti inizi e introduzioni che non conducono a niente di chiaro. Molti personaggi vengono introdotti solo per essere poi utili nella seconda parte, a quanto pare, visto che in questa non fanno un bel niente se non dire nome e cognome e cantare qualche canzone. Per un film di tre ore non c’era di sicuro abbastanza contenuto, visto che il film è puramente concentrato sulla relazione delle due streghe senza mai divagare. C’è una piccolissima sottotrama di animali parlanti che qualcuno vuole silenziare per non si sa quale motivo, ma, ancora una volta, viene mostrato in due scene o poco più, senza abbastanza dettagli e senza far capire veramente dove si vuole andare a parare.
Ma lo ammetto, c’è stata anche una grande sorpresa: proprio Ariana Grande. Mi ha fatto veramente molto ridere, ed era una cosa che non mi sarei mai aspettato. Un personaggio caricaturale di una strafiga che vuole sempre essere al centro dell’attenzione rendendosi ridicola… Insomma sembra quasi prendersi in giro da sola. Ovviamente anche molto brava Cynthia Erivo, ma è un ruolo molto più serio e che non mi ha colpito particolarmente, forse a parte la canzone finale.
E parliamone, di queste canzoni, che sono forse state la mia più grande delusione. Sono andato a vedere il film senza sapere nulla della trama né delle canzoni, sapendo però che era basato su un famosissimo musical di Broadway. E solo per questo mi aspettavo delle canzoni che ti rimangono in testa per mesi e invece… mah, tutte molto simili, quasi da sembrare solo dei discorsi cantanti più che canzoni vere e proprie. Sono soltanto due quelle che ti ricordi uscendo dalla sala, tutto il resto si mescola insieme. Se ripenso alle canzoni di Emilia Pérez beh siamo paradossalmente su altri livelli.
Ve lo ricordo ancora, questa è la PARTE UNO. Il finale quindi lascia più interrogativi che altro, e poco interesse nel vedere il seguito. Questo è forse dovuto al fatto che il film è chiaramente pensato per i veri fan del musical. Le canzoni iconiche sono presentate come se si sapesse già che stanno arrivando, persino alcuni personaggi sono presentati come se lo spettatore dovesse già conoscerli, e il film è pure pieno zeppo di cameo e riferimenti a vari film e musical. È puramente impacchettato per i veri fan del genere, e noi “esterni” veniamo lanciati dentro questo tornado che ci porta ad Oz senza nessun contesto.
Quindi come si può veramente giudicare un film così? È persino difficile dare un giudizio per la trama, visto che non ha una fine (per ora), rimane quindi da ingoiare il groppo e aspettare Novembre prossimo, per subirsi altre 3 ore di Wicked: For Good, e allora sì, si potrà finalmente dare un giudizio.

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