Gladiator II

È ormai da anni che Ridley Scott è entrato in quella fase da “ho fatto parte della storia del cinema quindi adesso posso fare quello che voglio” dimenticandosi che a volte ci vuole anche un minimo di qualità. Film come House of Gucci, Napoleon, Exodus, All the money in the world, tutti film estremamente dimenticabili e al limite del ridicolo che non fanno giustizia alla filmografia del regista. Alla lista, ovviamente, si aggiunge anche l’inutilissimo sequel del film vincitore dell’oscar a miglior film, Gladiator. Nessuno sa come mai questo sequel è stato fatto, nessuno lo voleva, nessuno lo aspettava, eppure eccolo qui. Il cast sfrutta in pieno gli attori più in voga del momento: non solo Paul Mescal come protagonista, ma anche Pedro Pascal e Joseph Quinn (da Stranger Things). Arricchito, per fortuna, da Denzel Washington.

La trama è uguale identica al film precedente. Il sogno di Roma del primo film è ormai dimenticato e la corruzione scorre come non mai nell’antica Roma. Lucius (Paul Mescal) è cresciuto e abbandonato in un villaggio in Africa, che viene attaccato proprio dai romani, con Pedro Pascal come generale dell’esercito. Durante l’attacco, la moglie di Lucius viene uccisa proprio dal generale e lui fatto prigioniero. Ovviamente Lucius diventa un gladiatore, Denzel Washington lo compra e gli promette che avrà vendetta. Arrivano a Roma, e mentre Lucius combatte a destra e a sinistra con varie bestie fatte di un’orribile CGI, Denzel Washington fa di tutto per entrare nelle grazie dei gemelli Imperatori e prendere sempre più potere.

Non c’è nessun tipo di originalità in un film come questo, che calpesta impronte già fatte dal primo senza aggiungerci letteralmente niente di nuovo. Il senso e il messaggio sono esattamente gli stessi del precedente, non approfondisce niente e non aggiunge niente di nuovo. Se si pensa a come finisce il film del 2000 e come finisce questo, beh, siamo di fronte esattamente alla stessa cosa. A che scopo fare un film ambientato nello stesso universo per non dare nessuna profondità in più? Senza nemmeno aggiungere fatti storici interessanti o degli spunti che potrebbero rendere la storia un minimo più differente del film precedente? Uscito dalla sala, non riuscivo a pensare ad altro se non che questo Gladiator II è la definizione di sequel senza cuore.

E non si tratta solamente della struttura del film che è identica al precedente, ma persino i personaggi sono esattamente gli stessi. Paul Mescal è Russel Crowe, Joseph Quinn e Fred Hechinger (i gemelli Imperatori) sono esattamente uguali a Joaquin Phoenix, Denzel Washington è lo schiavista assetato di potere come Proximo nel primo film, e si va avanti così.

Inoltre, un sacco di questi personaggi risultano completamente inutili. Per esempio i gemelli Imperatori, cattivissimi e stupidissimi, non hanno nessun peso sulla storia. Così come il ritorno di Lucilla (Connie Nielsen) e i senatori, che non fanno niente per tutto il film. Persino Pedro Pascal si potrebbe tranquillamente togliere, visto che il suo esercito alla fine viene convinto con l’anello di Massimo Meridio. La storia è talmente lineare e basica che non ci sarebbe bisogno di nessuno di questi personaggi, siccome il film va avanti solo in base a quello che fanno Lucius e Denzel Washington. Quest’ultimo infatti non solo ha la trama più interessante, ma è l’unico che dona una vera bella interpretazione in tutto il film. Al confronto le scene di lotta e i discorsi da “gladiatore” di Lucius risultano noiosi e ripetitivi quando vediamo come Washington riesce a fregare tutti e scalare il trono di Roma.

Non voglio poi parlare di inesattezze storiche perché io non ne so proprio nulla di storia, quindi lascio a voi il giudizio. Dico solo che la lotta con le scimmie, e la lotta con gli squali, e la lotta con il rinoceronte, rovinano l’unica cosa bella che rimane di questo film. A che scopo riempi le lotte di animali CGI quando il film si chiama GLADIATORE. Fammi vedere che lotta e basta no? E tutte queste cose aggiungono solo frustrazione in un film che in 2 ore e mezza di durata non riesce nemmeno ad intrattenere.

Insomma, a salvare il film c’è solo Denzel Washington e la vecchia colonna sonora di Zimmer, il resto è ovviamente da dimenticare. Poteva essere peggio? Certo. Onestamente mi aspettavo molto peggio, pensavo di vedere un film ai livelli di House of Gucci, ma riesce ad essere qualcosina in più. Poteva essere meglio? Questo è poco ma sicuro. Facciamo come al solito il nostro appello a Scott: per favore, sarà la terza volta che te lo chiediamo, vai in pensione, è il momento di smettere.

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