Non siamo mai stati fan di Jacques Audiard, ma quest’anno il regista francese ci ha portato uno dei migliori film dell’anno. Vincitore non solo del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, ma anche la Palma d’Oro a miglior interpretazione femminile… per tutte e quattro le protagoniste. Il primo premio di sicuro meritatissimo, il secondo forse ha un po’ tirato la corda (ma ha tutto un senso), per un film che non si farà dimenticare facilmente.
Rita (un’incredibile Zoe Saldaña) è un’avvocata senza futuro che passa le giornate a difendere persone poco raccomandabili. La possibilità di lavorare per il più famoso trafficante del Messico le si presenta alla porta, e lei la prende al volo. Il suo compito: preparare tutto il necessario per il suo cambiamento di sesso. Così il cattivissimo Manitas diventa Emilia Pérez (Karla Sofía Gascón), lasciando dietro di sé la moglie Jessi (Selena Gomez) e i due figli, che lo credono morto. Passano gli anni ed Emilia non può vivere senza la sua famiglia. Allora richiama Rita per chiederle aiuto a ricostruire una nuova vita, rimediare agli errori commessi in quella passata e riconnettersi con sua moglie.
Ah si, non dimentichiamoci che questo film è un musical. Ebbene si, un film di avvocati, cartello messicano e cambio di sesso, il tutto tra una canzone e l’altra. Sembra un’idea folle, ed effettivamente lo è, eppure Audiard è riuscito a fare un vero e proprio miracolo.
Il film è, sin dall’inizio, molto diretto. Anche per questo il formato “musical” gli si addice alla perfezione visto che le canzoni permettono di raccontare nello stesso modo emozioni e avvenimenti. Il tutto gira intorno proprio ad Emilia Pérez, questo ex trafficante pentito. Si è subito presentato a Rita come una persona finita, che non ha mai vissuto il vero se stesso, e che vuole viverlo prima di morire. Per questo le chiede aiuto, e per questo, finalmente, rinasce come Emilia Pérez. L’allontanamento dal mondo “mafioso” a cui era sempre abituata la fa cambiare, ma non abbastanza da farle dimenticare Jessi, la donna con cui ha passato tutta la vita e ha due figli. Grazie a Rita, trovano un modo per far vivere tutti e quattro insieme, dicendo che Emilia è una cugina di Manitas. Questa vicinanza rende la vita di Emilia perfetta: può finalmente essere chi è veramente insieme alle sue persone più care. Manca ancora una cosa. Il suo passato continua a perseguitarla. Il male che per anni Manitas ha fatto in tutto il Messico continua a dolere nelle vite di migliaia di famiglie. Emilia allora crea Lucecita, una fondazione con lo scopo di trovare le persone scomparse e dare finalmente una conclusione a un’attesa infinta. Emilia si trova quindi in questo limbo dove vuole vivere la sua vita, dopo anni di finzione, ma è ancora una volta legata a quell’orribile passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. La nuova vita di Emilia è strettamente legata al suo passato. I due non possono esistere senza. Il male creato da uno viene cancellato dal bene dell’altra. Ma, ancora una volta, questo bene non può esistere senza quel male.
Nel frattempo anche Jessi vive la sua vita, ritrova un vecchio amore e d’impeto decide di sposarsi. Emilia vede, per la prima volta, il suo mondo crollare. Una vita senza Jessi e i suoi figli. E per la prima volta non ha il potere di fare niente. Non è più Manitas, la gente non ha paura di lei, deve sbrigarsela da sola. La gelosia la distrugge e, a poco a poco, rivediamo il temibile trafficante che è stato dato per morto. Emilia è ancora una volta divisa, ma stavolta si incarna in una persona, nonostante la cattiveria e la gelosia è finalmente sé stessa.
Non a caso la sua morte è una delle più brutte mai viste per una protagonista. Catturata e chiusa in un bagagliaio, morirà in un incidente stradale. Una morte brutta, come una bestia qualunque. Proprio come il male che Manitas ha causato, proprio come tutte le morti che Emilia ha cercato di cancellare. La realtà è sempre più forte, e giustizia è stata fatta.
Un film incredibile che entra dentro e non ti lascia più. Con delle canzoni perfette, alcune anche da lacrime, Emilia Pérez potrebbe essere il film dell’anno. Già reduce dal premio a Cannes, Zoe Saldaña punta dritto all’Oscar, che potrebbe essere anche per Karla Sofia Gascón (non posso dire lo stesso per Selena Gomez). Come al solito, correte al cinema a vederlo e siate pronti a cantare e ballare.

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