Megalopolis

Non è facile parlare di film come questo. Coppola ha cominciato a scrivere la sceneggiatura durante le riprese di Apocalypse Now, e ora, quasi 50 anni dopo, il suo progetto più ambizioso è finalmente al cinema. Tutti ne parlano, nessuno si esprime. Di cosa parla veramente Megalopolis? E perché tutti hanno paura di parlarne male?

Coppola ci porta in una sorta di presente alternativo, nella città di New Rome, e seguiamo la lotta della ristrutturazione della città. Da un lato il sindaco, Franklyn Cicero (Giancarlo Esposito), che vuole conservare quello che già esiste e non cambiare nulla, dall’altra Cesar Catilina (Adam Driver), un architetto giovane e stravagante che vuole completamente rivoluzionare la città con un nuovo misterioso elemento. Nel frattempo i cittadini soffrono sempre più ingiustizie, e non tarderà ad esserci qualcuno pronto a ribaltare l’ordine dello stato. Tra giochi di potere e incroci amorosi, vediamo come l’importanza della politica, della storia e del tempo stesso cambino ogni istante della nostra vita.

È stato difficilissimo scrivere anche solo la trama di questo film, mamma mia.

Proviamo ad andare con ordine. È un progetto che viene dal cuore, e purtroppo si vede. Nessuno sano di mente avrebbe prodotto questo film pensando che potesse funzionare. Le idee ci sono tutte, ma sono confuse, sparse in giro e buttate là senza quasi nessuno vero scopo. L’introduzione (estremamente frettolosa e confusa) ci presenta New Rome e i suoi personaggi, tutti con nomi e costumi presi dall’Antica Roma (che inizialmente fa sembrare il film quasi una parodia). Poi ci butta a capofitto in questa mezza lotta per la ricostruzione della città. Cesar Catilina è un uomo tormentato che pensa alla pesantezza del tempo sull’essere umano. Vuole disperatamente lasciare qualcosa che passi la prova del tempo, e ciò è possibile grazie al nuovo elemento che ha creato: il Megalius (non ricordo il nome). Un elemento apparentemente instabile ma migliore del cemento e capace di adattarsi ai bisogni delle persone che abitano all’interno e, ovviamente, indistruttibile. Annoiato dalla routine della vita quotidiana, deride ogni tipo di evento e pensa solo al suo obiettivo finale. All’opposto abbiamo Franklyn Cicero, il sindaco di New Rome. Classicissimo personaggio che non vede il futuro, pensa che la vita è andata avanti bene così fino adesso e non c’è nessun motivo per cambiare. E niente, avete ben capito che il protagonista del film è Catilina e il sindaco è una sorta di “cattivo”. E non è l’unico, in mezzo alla sfilza di personaggi inutili che appaiono e scompaiono come la Madonna abbiamo anche Clodio (Shia Labeouf), cugino di Catilina e per qualche motivo suo acerrimo nemico. Sarà proprio lui ad approfittare delle rivolte in città e prendere il potere direttamente dalle strade.

La sfida è abbastanza chiara, una lotta tra passato, presente e futuro che sarà decisiva per l’evoluzione della società di New Rome, oppure per la sua disfatta. Purtroppo, più di questo, non si può dire altro. Tutto il resto che succede in Megalopolis sembra il frutto di un sogno febbrile del nostro Coppola. In mezzo a tantissime scene psichedeliche all’apparenza inutili, abbiamo un sacco di intrallazzi amorosi, matrimoni, incesti, bighe, statue che si muovono, case a forma di fiori, CGI orribile, e molto altro.

Coppola è riuscito a fare un film che è paradossalmente sia incomprensibile che troppo spiegato. Per esempio: tralasciando tutte le scene psichedeliche dove Catilina si droga o sogna, pensiamo solo al significato del Megalius. Questo nuovo elemento che vola (?), cambia forma (??), riflette luce (???) e ha al suo interno i ricordi di Catilina (????). COS’È? Cosa vuoi dirci? E perché ce lo fai vedere solo 3 volte se è così importante? Non tralasciamo anche un’altra cosa incomprensibile: Catilina può, quando vuole, in alcuni istanti, non sempre, controllare il tempo. Dire “stop” e il tempo si ferma. Per nessuna ragione. Ecco questi sono gli esempi delle parti incomprensibili. Probabilmente impaurito per il fatto che la gente si ponesse troppe domande, ha deciso di fare delle parti fin troppo dirette, soprattutto nella sottotrama di Clodio. È palese che lui rappresenta l’estrema destra, ma nel dubbio Coppola ci piazza svastiche ovunque e cartelli “Make Rome Great Again”. Completamente inutile e fuori luogo, rendono il film solo più infantile. Vieni quindi scombussolato senza tregua, passando da una scena degna di Gaspar Noé alla rappresentazione più blanda possibile di un comizio fascista.

Tutto questo, ricordiamo, sotto la veste di tragedia romana, o addirittura come fiaba visto che Coppola ci tiene a pubblicizzare il film così. Infatti le interpretazioni sono estremamente teatrali, tanto da sembrare asettiche. I dialoghi sono poco credibili e finti. Tutto questo fa sembrare il film estremamente vecchio, ed è normale quando si viene a sapere che ha iniziato a scrivere la sceneggiatura a fine anni ’70.

Non è quindi un film che lascia indifferenti, anzi, è definitivamente un’esperienza da vivere al cinema, ma non saprei dirvi se negativa o positiva. Ci sono così tanti elementi fuori posto e riferimenti (soprattutto storici) impossibili da cogliere che spesso il film va ben oltre lo spettatore, e ti lascia lì da solo con un punto di domanda sulla fronte. Se fosse stato un film di 5 ore, probabilmente saremmo davanti ad un capolavoro. Ma ci è stato dato un film di 2 ore, e ormai questo è il risultato. È positivo che sarà probabilmente l’ultimo film di Francis Ford Coppola? Questo non lo so, ma di sicuro sta facendo parlare di sé.

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