George Miller ci ributta con forza nelle wasteland australiane senza nessuna pietà. Qui, troviamo una giovanissima Furiosa che, dopo essere stata catturata e portata via dall’oasi idilliaca in cui viveva, passerà la vita alla ricerca dell’assassino di sua madre e a cercare di sopravvivere dove non c’è più vita.
Iniziamo con dire l’ovvio: le scene di azione sono quasi al pari di Fury Road, sono pazzesche. Dico “quasi” perché c’è una pecca che in alcune scene dà molto fastidio. A differenza del film precedente, la CGI è utilizzata molto di più, e spesso anche maluccio. Si vedono persone e corpi muoversi troppo rapidamente e a scatti, rovinando completamente delle scene che sarebbero altrimenti incredibili. Però, il ritmo dell’azione è ineccepibile, e Miller rimane un campione indiscusso in questo campo.
Il resto? Beh, siamo un po’ lasciati in balia delle immagini. Questo Furiosa, alla fine, non racconta molto più di quello che si è già visto in Fury Road. Oltre a far vedere città, posti o personaggi di cui abbiamo già sentito il nome, non fa molto. Rimaniamo quindi in un mondo che abbiamo già esplorato (in un modo impareggiabile) semplicemente con altri personaggi. Pure Furiosa in sé non ha una vera e propria evoluzione, oltre a vendicare la morte della madre e a scappare di cattivo in cattivo non fa molto altro.
La più grande pecca di questo film, paradossalmente, è che Mad Max: Fury Road esiste già. Per quanto possa essere innovativo e carico di scene incredibili, ricade tutto nel “già visto” nel film precedente. E non solo, risulta pure inferiore sia per trama che per l’uso della CGI.
Rimane comunque un film estremamente godibile che intrattiene dall’inizio alla fine. Uscendo dalla sala si sente però quell’amaro in bocca lasciato da tutte le domande alle quali si avrebbe voluto una risposta dal nuovo capitolo di questa Saga. Siamo comunque parzialmente soddisfatti e aspettiamo il prossimo film del genio Miller.

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