The Holdovers

Ancora una volta ci viene dimostrato che il cinema più bello è quello con la storia più semplice. Alexander Payne ci regala un film puro, con personaggi bellissimi ma complessi che conosciamo fin nel profondo. Con soli tre protagonisti, vediamo di sicuro alcune delle migliori interpretazioni del 2023, tra cui quella di Paul Giamatti nel ruolo di Paul Hunham, uno scorbutico e severo professore di storia.

È il 1970 ed è quasi Natale. Tutti gli studenti del collegio privato Barton Academy si preparano a tornare dalle proprie famiglie per le vacanze. Tutti tranne Angus: sua madre parte in vacanza con il suo nuovo compagno, e le chiede se può restare nella scuola per tutta la durata delle vacanze. Resta quindi bloccato nel campus con il professore incaricato di badare agli studenti restanti, Paul Hunham, e la gerente della mensa, Mary Lamb. Paul non è un professore qualsiasi, bensì il più odiato di tutta la scuola: per lui il merito è la cosa più importante di tutte in una scuola in cui contano solo i soldi. Molti studenti hanno dovuto ripetere l’anno a causa sua, e nonostante sia odiato da tutti per questo, lui non guarda mai in faccia a nessuno. In queste due settimane di reclusione forzata, i 3 solitari impareranno a conoscersi e a conoscere il mondo che ognuno ha dentro, le proprie difficoltà, e i modi che ognuno ha per sopravvivere.

Questo film è stata veramente una grande sorpresa. Sono andato senza sapere nulla, l’ho scelto unicamente perché è stato nominato ai Golden Globes, e mi ritrovo di fronte a uno dei migliori film dell’anno.

Quello che colpisce di questo film è proprio la semplicità. La trama non è nulla di nuovo, anzi, si può fin dire che questo film non ha una trama ma mette semplicemente delle persone complesse in una situazione difficile. Tutto il resto lo lascia fare a loro. La sceneggiatura è talmente perfetta che arriviamo a conoscere ogni dettaglio nei caratteri dei nostri personaggi, sappiamo cosa li farà ridere ma soprattutto cosa li farà scattare. Quindi, ogni battuta ha un peso, sia per loro che per noi, proprio come se anche noi dovessimo fare attenzione a quello che sentiamo per non venire feriti.

È soprattutto un film di crescita interiore, non solo per il giovane ragazzo, ma per ogni personaggio coinvolto. Come detto in precedenza, ognuno ha i suoi problemi, e solamente quando li vediamo aprirsi e condividere vediamo come finalmente si rendono conto che ci sono anche soluzioni. All’inizio il film si concentra molto sul professore Paul, e sulla meritocrazia. Il collegio privato è pieno di ragazzini ricchi e viziati con un grande destino già scritto dal portafoglio dei loro genitori. Paul, invece, la vede diversamente: qualsiasi cosa al mondo va meritata, e se un suo studente non è disposto a studiare, beh, peggio per lui. Il tutto si evolve una volta che conosce Angus, ma qui non dico altro, ve lo lascio scoprire.

Purtroppo, prima di questo film non conoscevo Alexander Payne, ma The Holdovers mi ha fatto venire molta voglia di vedere tutti i suoi film. Visto il periodo fatevi un regalo e andate a vedere questo film, un film natalizio con molto di più di quanto ci si aspetta.

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