Saw X

Tutti abbiamo un guilty pleasure, e il mio, sin dall’adolescenza, è Saw. Finito nel lontano 2010 con Saw 3D, hanno provato a riportarcelo al cinema prima con Jigsaw nel 2017, poi con lo spin-off orribile Spiral nel 2021. Entrambi i tentativi non erano altro che buchi nell’acqua perché non prendevano niente dalla saga originale: erano pure confusione. Ma finalmente, nel 2023, abbiamo Saw X, che va a riempire un buco che, io come fan, morivo dalla voglia di vedere. Non parlo della trama in sé, ma piuttosto della dinamica dei due protagonisti: John Kramer e Amanda Young.

Questo decimo capitolo della saga è ambientato tra Saw e Saw II, e finalmente ci regala John Kramer, Jigsaw in persona, come protagonista. Alla disperata ricerca di una cura per il suo cancro, trova una speranza nella dottoressa Pederson, a capo di una nuova cura sperimentale che promette di curarlo totalmente. John vola fino in Messico e si sottopone all’operazione… Per poi scoprire di essere stato raggirato: nessun’operazione è stata fatta mentre era sotto anestesia, e tutti i finti dottori sono scappati con i suoi soldi. E finalmente vediamo la furia di Jigsaw: con l’aiuto di Amanda cattura tutti e 4 i truffatori, sottoponendoli, uno a uno, alle sue famose trappole.

Non lo nego, Saw X mi ha lasciato tanto amaro in bocca: tratta con attenzione in modo perfetto i personaggi di John e Amanda, ma lascia tutto il resto poco elaborato. Iniziamo con le cose positive. Finalmente conosciamo meglio John Kramer: l’esplorazione del personaggio è il punto di forza centrale del film. Tobin Bell è bravissimo a dare vita a un personaggio complesso e sfaccettato, che è sia un sadico assassino che un uomo tormentato dalla sua stessa filosofia. Oltretutto, questa vicenda ci permette di capire meglio il personaggio e le sue motivazioni: a John viene data la speranza che aspettava da una vita, per poi vedersela togliere poco dopo… La somiglianza con le sue trappole è evidente. Vediamo anche come la cattiveria e la convinzione di John nella sua “missione” per aiutare altra gente ad apprezzare la vita diventa un’ossessione, sia per far capire agli altri quello che lui non può avere, sia per punire i suoi nemici senza avere un vero valido motivo. L’evoluzione di un personaggio che già si adorava è fatta benissimo e Tobin Bell è perfetto come sempre.

Non dimentichiamoci assolutamente di Amanda, la giovane nuova apprendista di John. Anche qui esploriamo le difficili scelte che lei deve prendere per comprendere fino in fondo la mentalità dell’assassino, essendo lei la persona che deve prendergli il posto. Vediamo i dubbi, la paura, la gentilezza di Amanda, ma anche gli insegnamenti e la spietatezza di John. Una dinamica bellissima che non ci è mai stato dato modo di vedere (molto poco in Saw III, chi l’ha visto si ricorda).

Per fortuna, le due cose che dovevano essere fatte bene, sono fatte molto bene, abbiamo giustizia sia per John che per il grande ritorno di Amanda. Il resto… beh non dà molte soddisfazioni. Innanzitutto, il ritmo del film non esiste: i primi 30/40 minuti sono molto lenti siccome vediamo tutto il susseguirsi di eventi che portano John in Messico a fare l’operazione. Poi si passa a delle sequenze velocissime dove si presentano e catturano i “cattivi”. Per poi avere un alternanza molto casuale di trappole e momenti di riflessione con John e Amanda. Un ritmo molto confuso che non aiuta per niente a godersi il film.

E parliamo un po’ di questi “cattivi”… Lasciamo da parte le interpretazioni, che non sono mai state la parte migliore in nessun film di Saw, e anche qui si conferma. La differenza di profondità tra questi personaggi e John e Amanda è abissale e, purtroppo, si vede tantissimo. Ovviamente noi John già lo conosciamo e nella prima mezz’ora di film ci vengono pure dette cose in più, mentre gli altri sono proprio personaggi piatti e confusi, oltre che interpretati male. Il peggiore è proprio la dottoressa Pedersen: il classico cattivo che fa cose cattive solo perché è cattivo. Non sappiamo niente di lei oltre al fatto che… è cattiva appunto. Se ripensiamo ai precedenti Saw, quando un personaggio viene “testato” nelle trappole di Jigsaw lo scopriamo e conosciamo meglio a mano a mano che lui avanza nelle trappole. Beh, non è il caso con questi personaggi: uno sono peggio dell’altro, non cambiano per nulla e sono puramente fini alla continuazione della trama.

Ovviamente non mi aspettavo il film dell’anno e anzi, in fin dei conti da fan della saga sono abbastanza soddisfatto, soprattutto per aver visto questa dinamica tra John e Amanda che tanto si aspettava. Per il resto, beh, è un film di Saw, la qualità la si mette da altre parti. Non vedo l’ora dei prossimi sequel, e se nei prossimi non mettono il Detective Hoffman e il Dottor Gordon, mi posso seriamente arrabbiare.

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