Che lo si voglia o no, Nolan è Nolan, e quando lui fa un film, lo si va a vedere, punto e basta. Dopo non aver entusiasmato quasi nessuno con Tenet, arriva con la sua prima vera biografia storica sul fisico J. Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica. Niente trip mentali, niente colpi di scena all’ultimo momento questa volta per Nolan, solo una semplice biografia. Si ok in realtà è un polpettone di 3 ore quindi così semplice non lo è, e si rivela essere uno speedrun di lettura della pagina Wikipedia di Oppenheimer.
Se ti aspetti un film che punta sulla psicologia del personaggio e le difficoltà che ha avuto dopo aver creato l’arma che può concludere la vita sul nostro pianeta (così come viene presentato dal trailer), beh, vai a vederne un altro. Nolan ci porta in un viaggio puramente legato alla storia e alla politica dall’inizio degli anni 30 fino alla fine degli anni 50. Il poco che c’è da scoprire sulla psiche del protagonista viene condensato in qualche scena qua e là, scene assolutamente molto potenti ma che nell’insieme lasciano poco o niente. Si continua quindi nel racconto della guerra fredda e la ricerca di fantomatici comunisti.
Persino dal punto di vista registico Nolan sembra un po’ sotto tono. L’unica scena spettacolare è ovviamente quella scena, quella che si aspettano tutti. Qui, la tensione è gestita in modo impeccabile, accompagnata da una fotografia che ti lascia a bocca aperta e una colonna sonora che ti fa tremare ogni parte del corpo. Il resto però sono solo discorsi, montanti in un modo che a me sembrava essere molto veloce. Perché si, anche se il film dura 3 ore, è in realtà molto veloce nel racconto. Non passa un minuto senza che ti lancia delle nuove informazioni, una dietro l’altra, senza lasciare tregua. Può essere una situazione tipica dell’introduzione normalmente, in cui devi far conoscere il contesto e i personaggi del film, ma in Oppenheimer si prolunga per tutto il film, e in ogni scena vieni bombardato (gioco di parole) di nomi, luoghi, progetti, date, che appena dimentichi perdi il filo del discorso. Non so se magari Nolan ha provato a fare una sorta di similitudine tra i personaggi, che continuano a spostarti e a scontrarsi a ripetizione molto velocemente, proprio come le molecole in una bomba atomica, ma forse sto esagerando.
L’unica cosa che ha tenuta alta la mia attenzione è di sicuro la colonna sonora di Ludwig Göransson. Rappresentazione perfetta della tensione che sale, viene purtroppo usata in scene in cui succede poco. Immaginate due scienziati che parlano di come usare l’uranio e in sottofondo hai questa canzone che ti fa passare il battito cardiaco a 120:
Insomma, questo Oppenheimer è gestito in modo veramente strano. Principalmente composto da dialoghi, concentrato su storia e politica, dà poco spazio alla profondità di qualsiasi personaggio. Anzi, alcuni te li ricordi solo ed esclusivamente perché interpretati da attori famosi (di cui il film è pieno). Mi aspettavo qualcosa di più filosofico e personale su una personaggio che, nonostante volesse solo far finire la guerra, si rende conto di aver condannato l’umanità. Eppure mi trovo davanti ad History Channel. Peccato.

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