Ed ecco l’ennesimo sequel di una saga vecchia ormai di 50 anni che nessuno aveva chiesto. Come ogni “revival” sotto sotto ci sono delle speranze nascoste che il film non sia veramente brutto come tutti si aspettano. Poi lo vedi. E ti rendi conto che non solo pè inutile, ma non avevano nemmeno un’idea di cosa raccontare. Questo quinto capitolo è vuoto, piatto, inconclusivo e insulso. Se ogni capitolo della trilogia di Indy (esatto, trilogia) era caratterizzato dalla comicità e l’avventura, qui siamo in mezzo ad un film d’azione qualsiasi, senza nessuna particolarità. L’avventura è ridotta al minimo: i personaggi sballottano come un flipper in diversi punti per motivi “misteriosi” che rivelano solo all’ultimo per nessun motivo. Non c’è nessun’attrattiva nella ricerca che stanno conducendo i protagonisti, e veniamo tirati avanti per inerzia nella prossima meta.
Il grande twist di questo nuovo capitolo è: Indiana Jones vuole andare in pensione. Oh no! Speriamo non ci sia una persona dal suo passato che provi a convincerlo ad andare alla ricerca di un qualche tesoro che lui aveva dimenticato. Eh si, lei è Phoebe Waller-Bridge, che interpreta Helena Shaw, la figlioccia di Indy, un nuovo personaggio mai visto prima. Per quanto lei di solito mi piaccia come attrice, non ce la vedo proprio in questo universo. Il personaggio non è molto caratterizzato perché è semplicemente lei. Sembra quasi di vederla in Fleabag, con l’aggiunta di qualche nozione di archeologia in più.
Ma torniamo al grande twist: Indy in pensione. Sono riusciti a cambiare completamente il personaggio per nessun motivo, facendogli perdere la sua tipica comicità e rovinando il tono generale del film. Stavolta, il comic relief tocca a Phoebe Waller-Bridge.
Il tasto dolente è però la trama. Se la scena iniziale (che sembra fatta su PS4, con un Harrison Ford ringiovanito che fa paura) dà ancora speranza sul tono del film, tutto il resto è noia. In sostanza cercano questi 2 pezzi di un oggetto creato da Archimede che permette di… viaggiare nel tempo. Ed è proprio qui che il film esagera. Ovviamente alla fine del film ricompongono il quadrante del destino e arrivano ai tempi di Archimede (lo incontrano pure), e questo è fin troppo per un film di Indiana Jones. Ci sono sempre stati degli elementi soprannaturali o paranormali nei suoi film, ma mai si è arrivato a tanto. In film come questo, non si riesce più a tracciare una linea tra il “fare scena” e il “rispettare un eredità”. Il concetto è che basta sorprendere e scioccare gli spettatori per fargli piacere il film (ergo, far viaggiare nel tempo Indy e fargli vivere quello che ha studiato), senza riflettere che, nel contesto dell’universo di Indiana Jones, questo è troppo. Per fortuna gli spettatori e la critica hanno parlato, e il film non è piaciuto praticamente a nessuno (che strano, proprio come quello precedente).
E questo è l’ennesimo blockbuster, dopo Shazam! Fury of the gods, The Flash, Ant-Man e Transformers, a fare un bel flop, quindi magari qualcosa sta piano piano cambiando. Non perdete il vostro tempo con questo nuovo inutile capitolo di Indiana Jones, andate piuttosto a riguardarvi la trilogia originale.

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