The Testament of Ann Lee

La coppia sia di fatto sia lavorativa Fastvold – Corbet ci portano uno dei film più strani della Mostra di quest’anno. The Testament of Ann Lee, per me, è stato quasi un film ipnotico: non capivo cosa voleva dirmi, non capivo dove voleva arrivare, ma non riuscivo a staccarmi.

Fastvold ci racconta la nascita degli shakers, una sorta di “setta” religiosa nata negli inizi del ‘700 sotto la guida di, appunto, Madre Ann (una grandissima Amanda Seyfried). E come lo fa? Esplorando la particolarità di questa setta: infatti gli shakers si fanno chiamare così perché, durante le loro sessioni di preghiera, ballano e cantano, alzando le braccia al cielo. Quindi la Fastvold ha deciso di graziarci con questo stranissimo musical religioso del ‘700, e la ringraziamo dal profondo del cuore.

Inizio col dire che le canzoni e la colonna sonora sono pazzesche, probabilmente la parte migliore del film (dopo Amanda Seyfried). Non troppo religiose, ritmate in un loop che rimane in testa per mesi. Dopo la visione del film, aspettavo solamente l’uscita della soundtrack.

Per il resto, il film è estremamente fine a se stesso. Non va da nessuna parte, racconta la storia di questi shakers e di Madre Ann senza decidere cosa dire. Persino la scelta di raccontare determinati dettagli sembra scelta completamente a caso. A volta alcune cose vengono mostrate, mentre altre vengono solo dette. Persino quando Ann viene imprigionata (più volte), si vede poi libera nella scena successiva, per spiegare in due parole come è stata liberata.

La sceneggiatura porta quindi molta confusione e, a parte la creazione di questa setta che non ha niente di particolare, il film ti lascia senza nessuno spunto e con molti interrogativi.

Se non fosse per le canzoni, The Testament of Ann Lee l’avrei già dimenticato, vi invito quindi ad ascoltare soltanto la soundtrack e a non vedere il film.

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