Father Mother Sister Brother

Quanta delusione quando, davanti all’enorme schermo proprio piazzato di fronte al Red Carpet, è stato annunciato il vincitore del Leone D’Oro di quest’anno. Un enorme boato è stato subito sostituito da tanti piccoli sussurri, dove ognuno commentava tra sé e sé o con il compagno accanto l’assurdità di questa assegnazione del premio. Il film di Jim Jarmusch è, purtroppo, estremamente mediocre e vista l’altissima qualità del concorso di quest’anno non si poteva che rimanere delusi.

Il film è diviso in tre capitoli, ognuno a sé stante, ognuno completamente fine a sé stesso. Si inizia con il capitolo “Father”, in cui fratello e sorella vanno a trovare il padre, il cui credono povero ma in realtà è ricco (?). Si procede con il capitolo “Mother”, dove due sorelle molto diverse vanno a trovare la madre, una donna borghese e molto altezzosa. E si finisce con “Sister Brother”, in cui due fratelli gemelli tornano nella casa in cui i loro genitori, ormai morti, sono cresciuti.

Il film parla, ovviamente, di relazioni e di famiglia, e lo fa ripetutamente senza nessuna sfumatura. La distanza tra figli e genitori è ovvia, fin troppo, e sfinisce. Il tutto è accompagnato da una comicità molto strana che non ho mai visto in nessun film. Le interpretazioni, come in ogni film di Jarmusch, sono a tratti meccaniche, soprattutto nel primo episodio, e rendono il tutto ancora meno credibile e meno diretto. Per tutto il film ti domandi dove voglia andare a parare e… poi finisce. Ti lascia così, ripetendo per tre volte la stessa cosa senza mai approfondirla, lasciando tutto nel non detto e lasciando allo spettatore solo degli “inizi” di riflessione, che se ha voglia deve fare da solo.

Un film, personalmente, inspiegabile. Perché tre cortometraggi? Perché non approfondire? Perché metterli assieme e non farli divisi? E non dimentichiamo le piccole battutine che legano ogni capitolo. Ogni volta abbiamo diverse cose che vengono ripetute in ogni capitolo come i brindisi, la battuta su “zio George” (che non esiste), l’acqua non buona e i Rolex, perché un po’ di product placement ci sta sempre bene, non si stancheranno mai di dire quanto sono belli i Rolex e quanto sono affidabili visto che durano per un sacco di tempo senza mai scaricarsi o rovinarsi, sono bellissimi i Rolex puoi pure passarli di generazione in generazione ne vale veramente la pena.

Non so cos’altro dire se non che era un film strano, e pure una vittoria strana, per un edizione che non era per niente strana, anzi, aveva un livello estremamente alto. Di Venezia82 ci rimarranno in memoria di sicuro i film in concorso, ma non il vincitore.

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