The Smashing Machine

Il processo della fissione nucleare divide gli atomi e produce un’enorme quantità di energia. Purtroppo, non sappiamo ancora cosa abbia diviso i fratelli Safdie, ma stiamo iniziando a vedere i primi prodotti di questa fissione. Oggi parliamo del fratello minore, Benny Safdie, fresco vincitore del Leone alla Miglior Regia della Mostra di quest’anno. Dopo aver esplorato molti ruoli come attore (da Oppenheimer a The Curse) torna finalmente dietro la macchina da presa e ci porta la storia dell’americano Mark Kerr, wrestler e storico campione dell’UFC. Ad interpretarlo troviamo uno spettacolare e sorprendente Dwayne “The Rock” Johnson.

E partiamo proprio da lui per parlare di questo Smashing Machine. Benny Safdie gli crea un ruolo fatto su misura per questo novello attore che, se vediamo la sua filmografia attuale, non ha mai avuto una vera e propria opportunità per dimostrare di essere più della stazza che si porta dietro. Stazza che è necessaria e parte integrante di questo ruolo, che permette di mostrare ancora più in dettaglio le fragilità che gli atleti dell’UFC nascondono. Lo studio sul personaggio è immenso, sia da parte del regista che dell’attore, vediamo la perenne ascesa e discesa, fatta da scelte né giuste né sbagliate, ed è proprio questa la specialità di questo film.

The Smashing Machine non ha nulla di originale, ve lo dico subito, ha però un’enorme umanità nel raccontare i suoi personaggi. Il film non cerca un cattivo o un buono, non vuole nemmeno giudicare i suoi protagonisti, racconta semplicemente la loro vita, le loro scelte e il modo in cui gestiscono le conseguenze.

In questo senso, il team Benny Safdie – Dwayne Johnson – Emily Blunt (che interpreta la compagna di Mark Kerr) fa un lavoro perfetto, che però non riesce a elevare il film al di sopra di una semplice biografia. La trama rimane molto semplice, forse troppo. Il regista ha palesemente scelto di puntare tutto sui suoi protagonisti, ed in parte è stata una buona scelta, ma alla lunga persino loro non hanno più molto da raccontare, e il finale ne risente.

Questo primo lavoro in solitaria ha comunque fatto fruttare un bel premio per il minore dei Safdie, ma rimane un film qualunque, con delle belle interpretazioni e una trama dimenticabile. Noi facciamo comunque il tifo per The Rock, che siamo convinti avrà una nomination agli Oscar, e aspettiamo con ansia il film dell’altra metà dei fratelli, Marty Supreme, in uscita nei prossimi mesi.

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