AGGRO DR1FT

La collaborazione più attesa del 2023 è arrivata in anteprima mondiale a Venezia80. Harmony Korine e Travis Scott non si sono limitati ad un film sul nuovo album del cantante (insieme a Gaspar Noè e Nicholas Winding Refn), il regista gli ha pure trovato una parte nel mondo malato che ci presenta con la sua ultima fatica: AGGRO DR1FT. In questo film puramente sperimentale troviamo di sicuro tanto cuore ma poca originalità da parte di Korine, che rimane fisso sugli stessi argomenti e lo stesso contesto, non andando più lontano di quello che già ci ha raccontato in passato.

Veniamo subito catapultati in un mondo ad infrarossi, letteralmente. I colori la fanno da padrone in un mondo distorto e crudele, quello dei sicari (argomento ricorrente in questa edizione della Mostra, per qualche strano motivo). Se in The Killer Fincher ci mostrava un sicario controllato e meticoloso, Korine ce ne mostra uno completamente diverso. Perseguitato da un demone enorme che apparentemente gli dà la forza di commettere gli omicidi, vive la vita tormentato dalle sue azioni, cosciente che deve commetterle per continuare a vivere. La negatività e la crudeltà la fa da padrone ed è l’argomento principale di questo film che di sicuro non si concentra sulla complessità della trama. Korine, come al solito, ci mette di fronte a momenti e a personaggi, lasciandoli viaggiare e vagare in un contesto specifico. La somiglianza tra questo AGGRO DR1FT e il suo precedente Springbreakers è praticamente evidente: stesse ambientazioni, quasi gli stessi personaggi e stesso contesto. Si può dire che il primo è la versione più “cattiva” del secondo, ma il succo è lo stesso.

Quindi cosa c’è di originale in questa nuova opera? Mi ha di sicuro colpito molto l’approccio che ha con il protagonista, il modo in cui lo racconta e viene sviluppato… Ma è veramente abbastanza? Per fare tutto questo sarebbe bastata la metà del tempo, soprattutto vista la fatica di guardare un film completamente in infrarossi. Sembra quasi che Korine ha avuto questa “straordinaria” idea di fare un film in questo modo e basta, l’ha fatto, senza rifletterci, solo perché fa cool. Il resto, come detto in precedenza, rimane già visto.

Non è di sicuro semplice trovare un nuovo modo di mandare un messaggio attraverso lo schermo, e trovo che questi infrarossi funzionino per un certo limite di tempo, dopodiché danno soltanto fastidio. Se pensiamo invece ad uno degli ultimi film che hanno stravolto alcune regole del cinema ordinario è di sicuro Lux Æterna, di Gaspar Noè. Non solo abbiamo lo schermo diviso in due, permettendoci di seguire i punti di vista delle due protagoniste allo stesso momento, ma anche un gioco complesso con le luci stroboscopiche che, all’inizio confonde, ma di sicuro ammalia e cattura lo spettatore, essendo completamente in linea con il messaggio che il film vuole mandare.

Mi sembra che AGGRO DR1FT abbia cercato un altro modo per sconvolgere le regole come Noè ha provato in precedenza, ma non riuscendo completamente nel suo intento. Certo, gli infrarossi sono integrati nel film e nel suo contesto, ma non abbastanza al messaggio da convincere appieno.

Una replica a “AGGRO DR1FT”

  1. […] non è chiara, per esempio, Edo considera anche il film AGGRO DR1FT di Harmony Korine video-arte (che potete recuperare qui), per me è può essere considerato un limite da non superare. È tutto molto delicato e sempre in […]

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