A sorpresa, il film di chiusura di questa 76esima edizione del Festival di Cannes, è l’ultima fatica della Pixar. Alla regia Peter Sohn (già regista di The Good Dinosaur, probabilmente uno dei Pixar più deludenti), mentre il cast è per la maggior parte sconosciuto, composto da doppiatori piuttosto che attori famosi. La protagonista è Amber, una ragazza di fuoco che abita e lavora con i proprio genitori, destinata a diventare la nuova gerente di The Fireplace, il negozio che il padre ha messo anima e corpo per tutta la sua vita. Lei, però, non è ancora pronta: i suoi problemi di gestione della rabbia non le permettono di relazionarsi con la clientela, e il padre non ha ancora completa fiducia a lasciarle il negozio. Dopo un incidente, Amber conosce Wade, un ragazzo d’acqua che lavora per il comune di Element City e che le sconvolgerà la vita. Amber non solo metterà in questione il suo futuro, ma anche tutto quello in cui crede.
Come sappiamo tutti, una delle abilità più grandi della Pixar è quella di raccontare qualcosa attraverso grandi metafore, essendo di per sé film per i più giovani. Ovviamente viene fatto anche in Elemental: i genitori di Amber approdano a Element City mal visti, senza parlare la lingua del posto e con una cultura completamente diversa. Gli abitanti della città, composti unicamente da vento, acqua e terra, hanno come motto “gli elementi non si mischiano”. L’idea di diverse culture rappresentate tra gli elementi è diretta e geniale: ogni movimento che la povera Amber fa è calcolato, non può toccare l’acqua per non rischiare di spegnersi, e non può nemmeno toccare le persone di terra per non bruciarle, e nemmeno avvicinarsi alla gente di vento per non essere spazzata via. È una vita passata unicamente con la gente dello stesso elemento.
Ma questo è in realtà soltanto il contesto in cui il film si ambienta. Il tutto si concentra su Amber, il suo futuro e le sue scelte. La vicinanza con Wade le permette di scoprire molte cose diverse, non soltanto che il mondo è capace di accettarla, ma anche che lei deve essere in grado di accettare il mondo. La loro relazione li cambia dall’interno, così come cambia le relazioni esterne tra amici e famigliari.
Il messaggio principale del film è, in realtà, abbastanza banale: Amber vuole riuscire a liberarsi dal peso del negozio di famiglia e andare per la sua strada. Per quanto possa essere toccante, tutto ciò che succede all’esterno sembra quasi più interessante, per esempio la dinamica della città e la relazione con Wade. Sembra che il regista abbia voluto esplorare più di argomenti in contemporanea, dando più importanza ad uno e lasciando gli altri poco approfonditi. Il film funziona comunque, anche grazie al design sia dei luoghi che dei personaggi: è probabilmente il film Pixar visivamente più bello che sia mai uscito.
La Pixar cerca sempre di mandare i messaggi più difficili nel modo più semplice possibile. Questa volta può aver un po’ abbassato il tiro, ma il risultato è comunque un ottimo film che fa divertire e riflettere (e anche un po’ piangere, ma poco). Elemental sarà al cinema dal 21 giugno.

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